Ornella Muti confessa FINALMENTE la triste verità su Celentano dopo tanti anni

era entrato in quella stanza per difendere la sua famiglia,  per dire al tribunale di Milano che ciò che un settimanale aveva scritto su di lui era falso. E invece davanti ai giornalisti presenti in aula, Adriano Celentano aveva detto la verità, una verità che Claudia Mori conosceva già da anni, una verità che Ornella Muti ha letto il giorno dopo su un giornale senza che nessuno l’avesse avvisata.

Il 30 aprile del 2008 Adriano Celentano è entrato nell’ottava sezione del Tribunale di Milano. Si è fermato un momento fuori dalla Camera di consiglio e ha fatto capolino da quella porta come se stesse uscendo dal camerino di uno show. Il sorriso era quello del mattatore, la verve era quella di sempre.

era lì per un motivo molto preciso.  Nel febbraio del 2005 il settimanale Panorama aveva pubblicato un articolo.  Il titolo era questo: Ritratto di famiglia in un inferno. Adriano Celentano insieme a Claudia Mori aveva deciso di portare in giudizio il direttore e un giornalista della rivista.

li accusava di diffamazione perché la sua famiglia sosteneva non era un inferno, era tutto il contrario. Claudia Mori era in quell’aula con lui, avrebbe testimoniato subito dopo. Erano venuti insieme, marito e  moglie, per raccontare ai giudici quello che erano. E Adriano Celentano  aveva cominciato a parlare della fede, dei tre figli, di Claudia, di 40 anni di vita comune.

Poi, secondo quanto riportato dalla stampa in data 30 aprile 2008, aveva detto queste parole: “Fra me e Claudia c’è sempre stato amore. Abbiamo attraversato una crisi 20 o forse 30 anni fa, ma siamo una famiglia unita.” La crisi coincise a causa di un rapporto con Ornella Muti. Ci fu una storia. I fotografi ci inseguivano dappertutto.

Non era una conferenza stampa, non era un’intervista programmata, era una deposizione in un’aula di tribunale e quelle parole nel giro di poche ore erano su tutti i giornali. Ornella Muti non era lì, era da qualche altra parte a vivere la sua giornata. Ha letto quelle parole il giorno dopo sui giornali, senza che nessuno l’avesse cercata prima.

Questa è l’immagine finale  di una storia durata 44 anni. Un uomo che entra in un’aula per proteggere un racconto e raccontando cambia tutto. Per capire come ci sia arrivati bisogna tornare all’inizio. Per capire quella mattina al Tribunale di Milano bisogna tornare a un’altra notte, una notte di 44 anni prima.

Il 14 luglio del 1964 Adriano Celentano aveva sposato Claudia Mori, non in una cerimonia pubblica, non davanti ai fotografi. Di notte alle 3:30 nella chiesa di San Francesco a Grosseto, lontano da tutti, perché Adriano Celentano aveva sempre fatto le cose nei modi più inaspettati. Era già una storia che aveva il ritmo di un film.

Adriano aveva lasciato la sua fidanzata storica per questa donna che aveva conosciuto sul set. Claudia Mori, nome d’arte di Claudia Moroni, non era soltanto una moglie, era un’attrice che aveva lavorato con Luchino Visconti, era una cantante, era una presenza che l’Italia stava cominciando a riconoscere e insieme formavano qualcosa che il pubblico italiano non aveva ancora visto in quella forma.

una coppia di due artisti, entrambi amati, che sembravano amarsi davvero. Nel 1967 quella coppia aveva preso un nome, un nome che era anche una canzone. La coppia più bella del mondo. Era il titolo del loro duetto ed era il modo in cui l’Italia aveva cominciato a chiamarli. Non era solo una canzone, era un contratto con il pubblico.

Nel 1970  erano saliti sul palco di Sanremo insieme. Avevano vinto con chi non lavora non fa l’amore. E il pubblico aveva capito che questi  due non erano soltanto una coppia sullo schermo, erano qualcosa di più solido, un progetto condiviso, una  famiglia in costruzione. Nel corso degli anni 60 erano arrivati tre figli.

Rosita nel 1965, Giacomo nel 1966, Rosalinda nel 1968. La famiglia Celentano era diventata per milioni di italiani  un riferimento, bella, cattolica, creativa, difficile da replicare, facile da ammirare. Sulle copertine di chi? di gente di oggi  i loro nomi apparivano sempre insieme. Non erano due persone con due carriere parallele, erano un’unica storia.

Adriano stava diventando qualcosa  di più di un cantante, stava diventando una voce morale. Un uomo che si fermava davanti alle telecamere e parlava di Dio, di famiglia,  di fedeltà. E Claudia, dietro di lui reggeva la struttura, gestiva il lavoro, organizzava, produceva. Era la colonna che rendeva possibile quel palcoscenico enorme.

L’Italia guardava e credeva, non aveva motivo di dubitare. E poi, nel 1980, Adriano Celentano aveva accettato di girare un film. Si chiamava Il bisbetico domato. La coprotagonista era un’attrice di 25 anni, si chiamava Ornella Muti ed era considerata in quegli anni la donna più bella del cinema italiano. Adriano Celentano non era un uomo facile da vivere.

Ogni persona che lo ha conosciuto descrive qualcuno fatto di impulsi improvvisi, di entusiasmi totali, di fasi in cui spariva nel lavoro e non c’era modo di raggiungerlo. un uomo che aveva portato il rock and roll in Italia quando pochi sapevano cosa fosse, che aveva fondato il clan celentano, una delle prime etichette discografiche indipendenti italiane, quando la musica si faceva ancora soltanto attraverso le grandi case editrici, che aveva scritto, diretto e prodotto film, che aveva costruito intorno a sé un universo dove lui era il

centro e tutto il resto doveva adattarsi al suo ritmo. In quell’universo Claudia Mori non era una comparsa, era la struttura portante. Aveva rinunciato a una carriera da attrice promettente per diventare il perno di qualcosa di più grande. Luchino Visconti l’aveva diretta, le erano stati offerti ruoli, ma aveva scelto di occuparsi di quello che Adriano non voleva gestire: i contratti, le produzioni, le relazioni con le etichette, la logistica di un’impresa artistica enorme.

lo amava e sapeva come tenerlo. Quando cantavano insieme non  recitavano. Chi li ha visti sul palco in quegli anni descrive qualcosa di autentico. Una complicità che si costruisce soltanto in anni di vita vissuta davvero accanto, non in anni di rappresentazione pubblica. Tre figli, una casa, una fede condivisa, un lavoro fatto insieme ogni giorno. Quello era reale.

Ma Adriano  era anche questo, un uomo che portava sul set la stessa intensità con cui viveva tutto il resto. Stando a quanto ha scritto Micki del Prete nel suo libro del 2024, Micki del Prete, il paroliere che ha lavorato con Celentano per decenni ed era il suo amico intimo. Il molleggiato viveva ogni cosa con la stessa energia assoluta.

il palcoscenico, lo studio di registrazione, il set cinematografico, tutto con la stessa intensità totale. Il primo film con Ornella Muti era andato benissimo al Botteghino. Il bisbetico domato era stato un grande successo e Adriano Celentano aveva accettato di girare un secondo film con la stessa protagonista femminile.

Si chiamava Innamorato Pazzo, regia di Castellano e Pipolo  1981. Adriano aveva 43 anni. Ornella Muti ne aveva 26. C’era una differenza di 17 anni. Il regista Pipolo, in una intervista successiva aveva raccontato quello che si vedeva sul set. Secondo quanto riportato,  aveva detto che tra i due c’era una grande intesa, che Ornella era la prima a ridere alle battute di Adriano, che spesso dovevano interrompere le riprese perché lei non riusciva a smettere di ridere.

Questo era quello che si vedeva dall’esterno. Quello che succedeva fuori dal set era una storia diversa, una storia che per anni non aveva trovato voce in nessun giornale, in nessuna intervista. Una storia che entrambi avevano scelto di tenere fuori dai microfoni e Claudia Mori era a Milano con i figli a gestire il clan e l’Italia sfogliava  chi è gente e quella storia intanto stava prendendo una forma precisa.

Quello che è successo durante e dopo le riprese di Innamorato Pazzo è stato confermato anni dopo da entrambi i protagonisti. Adriano Celentano e Ornella Muti hanno avuto una relazione. È stata una storia che, secondo le ricostruzioni disponibili, è durata fino al 1985. Una storia che l’ambiente dello spettacolo conosceva.

I fotografi, lo stesso Celentano, lo avrebbe detto in aula, li inseguivano dappertutto, ma che nessuno aveva mai confermato ufficialmente. Adriano Celentano non era soltanto un artista di successo che attraversava una crisi matrimoniale. Era l’uomo che da anni portava avanti un discorso pubblico sulla fede cattolica, sulla famiglia come scelta che si rinnova, sull’amore come impegno morale.

era il personaggio che l’Italia associava a questi valori e questo rende quella storia più difficile da comprendere dall’esterno, non perché fosse rara, ma perché il contrasto con la figura pubblica era assoluto. Claudia Mori era a conoscenza di quello che stava accadendo in dichiarazioni rilasciate in periodi successivi.

Secondo quanto riportato da diverse fonti, Claudia Mori aveva descritto quel periodo in modo molto preciso. aveva detto di aver trattato male Adriano in quei mesi, di averlo fatto sentire solo, di aver compreso con il tempo perché quella crisi era esplosa nel modo in cui era esplosa. Non era un tradimento  d’amore, aveva dichiarato secondo quanto riportato.

L’amore era sempre fra lui e me marito e moglie in quegli anni avevano vissuto separati. Stando a quanto riportato da diverse fonti dell’epoca, la separazione sarebbe durata fino al 1985, 4 anni. In quei  4 anni Claudia Mori aveva continuato a lavorare, aveva continuato a gestire il clan, a produrre, a mantenere in piedi quella struttura che portava il nome del marito.

Il clan celentano dall’esterno continuava a funzionare e nel 1982 Claudia Mori era salita sul palco di Sanremo, non in gara, come ospite e aveva cantato una canzone. La canzone si chiamava Non succederà più. Il testo era stato scritto da Giancarlo Bigazzi con un intermezzo vocale dello stesso Adriano Celentano. Il brano parlava di una donna che aspetta il marito, che chiede più attenzione, che dice “Voglio pensare un po’ a me”.

Non succederà più che torni alle 3:00 e io mi addormento senza te. Non succederà più. è diventata la canzone più venduta dell’intero festival di Sanremo 1982. Milioni di italiani l’hanno cantata, milioni di italiani la conoscevano a memoria e quasi nessuno di loro sapeva quello che c’era dietro. Quello che c’era dietro era questo, una donna che stava vivendo separata dal marito che aveva messo in musica insieme a lui quella separazione e che poi era salita su un palco davanti all’Italia intera a cantare quelle parole con Adriano accanto  che entrava

nell’intermezzo vocale. La macchina della bella figura era talmente potente che riusciva a trasformare un dolore privato in un successo commerciale senza che nessuno facesse una domanda. Nel 1985 Adriano Celentano aveva scritto, diretto e prodotto un film, si chiamava Joan Louis. Nel cast principale aveva voluto Claudia Mori.

Era, secondo quanto riportato da diverse fonti,  un gesto di ritorno, un modo per dire sono qui, sono tornato il film fu un insuccesso commerciale, ma quello che Adriano stava cercando di dire non era destinato al botteghino. La famiglia Celentano, in apparenza, si era ricomposta sul palco, in televisione, nella gestione del clan.

L’Italia aveva smesso di fare domande e questa storia era rimasta dove era, fuori dai microfoni, fuori dalle conferme, fuori da ogni parola definitiva. Ci sono voluti più di 20 anni perché qualcosa cambiasse e quando è cambiato non lo aveva pianificato nessuno. Per capire quello che è successo il 30 aprile del 2008 bisogna capire quello che esisteva fino al giorno prima.

Fino a quella mattina c’erano tre versioni di questa storia. La prima era la versione ufficiale, quella che Adriano Celentano e Claudia Mori avevano sostenuto per decenni. La coppia più bella del mondo, una famiglia unita, una fede condivisa, un sodalizio professionale che funzionava. Era la versione sulle copertine di chi?  Di gente, nelle interviste, in televisione.

Era la versione che l’Italia aveva scelto di credere perché era quella che la coppia offriva. La seconda era la versione non  confermata, quella che circolava nei corridoi del cinema e della musica italiana dagli anni 80. Il molleggiato e la donna più bella dello schermo avevano avuto una storia. I fotografi li avevano inseguiti, le riviste avevano insinuato, l’ambiente sapeva, ma nessuno dei due aveva mai detto una parola definitiva e le smentite quando arrivavano bastava che arrivassero.

La terza era la versione non ancora detta, quella che stava dentro la testa di tre persone e che non aveva ancora trovato una forma pubblica. Il 30 aprile del 2008 quelle tre versioni sono diventate una. Adriano Celentano aveva cominciato a parlare della famiglia, dei figli, della fede di Claudia e poi, secondo quanto riportato dalla stampa in data 30 aprile 2008, aveva aggiunto queste parole: “Fra me e Claudia c’è sempre stato amore.

Abbiamo attraversato una crisi 20 o forse 30 anni fa, ma siamo una famiglia unita. La crisi coincise a causa di un rapporto con Ornella Muti. Ci fu una storia. I fotografi ci inseguivano dappertutto.  Non era stata una dichiarazione programmata, era una deposizione  e nella stanza c’erano giornalisti. Il paradosso è questo.

Adriano Celentano era entrato in quell’aula per difendere l’idea che la sua famiglia non fosse  un inferno. voleva dimostrare che Panorama aveva torto e in quella stessa aula aveva detto qualcosa che Panorama, con le sue insinuazioni non era mai riuscito a pubblicare in modo definitivo. La notizia l’aveva data a Celentano stesso nel processo che lui aveva intentato per far valere la propria verità.

Questa è la storia ufficiale del momento in cui la storia ufficiale ha ceduto, ma c’era una persona che quella mattina non era in quell’aula. Ornella Muti era da qualche altra parte, stava vivendo la sua giornata, non sapeva nulla di quello che stava per accadere. In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano  in anni successivi, Ornella Muti ha descritto quel momento.

Queste sono le sue parole secondo  quanto riportato. A margine di un processo di botto e senza alcun preavviso, Adriano ha confessato ai giornalisti di avere avuto una storia d’amore con me. Era vero, ma sono rimasta colpita. Se aveva proprio intenzione di rivelarlo e necessità di liberarsi di quel peso, sarei stata felice di saperlo in anticipo.

Però gli uomini sono fatti così, se ne fregano. Non era rabbia, era qualcosa di più preciso della rabbia. era la descrizione esatta di una dinamica che lei aveva vissuto dall’interno. Un uomo prende una decisione che riguarda anche un’altra persona e quella persona la scopre leggendo un giornale. In un’altra intervista al Messaggero, secondo quanto riportato, Ornella Muti aveva detto una cosa sola: “Adriano è stata l’unica infedeltà della mia vita, una frase che pesa.

Non è la frase di chi minimizza,  è la frase di chi dice: “Per me questa storia aveva un significato reale, un significato che non era stato condiviso con lei nel momento  in cui tutto era diventato pubblico. Nel frattempo il processo era andato avanti. Adriano Celentano, stando a quanto riportato da diverse fonti, avrebbe perso la causa.

Nelle motivazioni della sentenza, sempre secondo quanto riportato dalla stampa dell’epoca, i giudici avrebbero scritto che  anche un solo tradimento coniugale può essere sintomo di incoerenza. L’uomo che aveva portato panorama in giudizio  per difendere il nome della propria famiglia aveva perso e le parole con cui aveva perso erano quelle che lui stesso aveva detto in quell’aula.

Claudia Mori dopo quella mattina era rimasta al suo posto come moglie, come produttrice,  come amministratrice delegata del clan celentano. In dichiarazioni rilasciate in periodi successivi, secondo quanto riportato da più fonti, aveva detto che capiva quella crisi. Non era un tradimento d’amore.

L’amore era sempre fra lui e me. Dopo il 30 aprile del 2008 nulla era più esattamente come prima. Non per come l’Italia guardava quella coppia, non per come Ornella Muti guardava quel capitolo del proprio passato, non forse per come Adriano Celentano guardava la scelta che aveva fatto in quell’aula. Dopo quella mattina al tribunale tre persone si sono trovate a fare i conti con la stessa storia da tre posizioni completamente diverse.

Adriano Celentano non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche specifiche su quella mattina,  non ha spiegato la scelta, non ha chiarito perché aveva deciso di parlare in quel modo, in quel momento, in quel luogo. Secondo quanto è possibile ricostruire, è andato avanti verso la televisione, verso la musica. verso altri progetti.

Era il modo in cui Adriano Celentano aveva sempre gestito quello che non si poteva sistemare, con una presenza totale nel momento in cui stava accadendo e poi la capacità di voltarsi dall’altra parte. Claudia Mori ha scelto una narrazione precisa, una narrazione che prendeva il peso su di sé. In dichiarazioni rilasciate in anni successivi, secondo quanto riportato da diverse fonti, aveva detto che era stata lei a creare le condizioni di quella crisi, che aveva fatto sentire Adriano solo, che la sua era stata una reazione

comprensibile. Non era un tradimento d’amore. L’amore era sempre fra lui e me. È una narrazione che funziona, che protegge il marito, che protegge la struttura della famiglia, che permette all’Italia di continuare a credere in quello che aveva sempre creduto. Ed è anche una narrazione che mette la responsabilità in un posto preciso per tenerla lontana da un altro.

L’Italia per molti anni l’aveva accettata perché Claudia Mori era in questa storia il personaggio più comprensibile per chiunque, la donna rimasta, la donna che aveva perdonato, la donna che nel 1982 era salita sul palco di Sanremo a cantare le parole che il marito aveva scritto per lei e poi aveva continuato a gestire la sua etichetta discografica, a produrre, a tenere in piedi tutto.

Ornella Muti ha aspettato, ha aspettato anni prima di mettere per iscritto la propria parte. In unintervista al Corriere della Sera del 2025, secondo quanto  riportato, aveva detto queste parole: “Ho pensato, ecco, vedi gli uomini dettano sempre legge. Se vuoi uscire allo scoperto, visto che non hai fatto tutto da solo e c’ero anche io,  ma ti vuoi confrontare con me?” Chissà che gli ha detto il cervello e poi aveva aggiunto: “Io penso che se è successo ne valeva la pena”.

Non è un insulto, non è una rivendicazione, è qualcosa di più sottile. È il modo in cui una persona riprende la propria parte di una storia che qualcun altro aveva raccontato al suo posto. Nel 2024 Ornella Muti aveva  pubblicato la propria autobiografia. Si chiama questa non è Ornella Muti. È uscita per la nave di Teseo il 14 ottobre del 2024.

Nelle pagine che riguardano Adriano Celentano Ornella Muti parola, una parola sola. La parola è amore, non flirt, non avventura, non storia, amore. Questo cambia qualcosa. Vuol dire che quella relazione per lei  non era mai stata soltanto un episodio. Vuol dire che ci sono voluti 43 anni e un libro per mettere quella parola al posto che le aspettava.

Quello che rimane dopo tutto questo non è la domanda su chi avesse torto o ragione. Rimane una domanda diversa. su chi ha il diritto di raccontare una storia che appartiene a più di una persona e cosa succede alle persone che vengono incluse in un racconto senza che qualcuno le abbia chiesto prima.

Nel 2024 Ornella Muti aveva presentato il suo libro in una libreria di Roma. Aveva detto in quell’occasione che per 20 anni le avevano chiesto di scrivere un’autobiografia che lei aveva sempre rifiutato, ma alla fine aveva deciso che c’erano cose che valeva la pena dire. In un’intervista rilasciata in quei mesi, secondo quanto riportato, aveva dichiarato: “Se torno indietro e non guardo il dopo, cioè a tutto ciò che ne è venuto fuori, è stata una bellissima avventura.

Non è una giustificazione, non è un rimpianto, è la voce di una donna che a 70 anni ha guardato indietro senza la necessità di riscrivere nulla, né per l’Italia né per nessun altro. Adriano Celentano e Claudia Mori sono ancora insieme. 60 anni di matrimonio, tre figli, un’etichetta discografica, un nome che l’Italia pronuncia da quando aveva 20 anni.

Claudia Mori dal 1991 gestisce il clan celentano, produce, organizza, decide. Il molleggiato appare in pubblico di rado ormai,  ma il nome celentano è ancora lì, nelle playlist, nei film in bianco e nero che passano in televisione la domenica pomeriggio nella memoria di chiunque abbia vissuto in Italia negli ultimi 60 anni.

La coppia più bella del mondo è ancora una frase che l’Italia conosce, nata da una canzone del 1967, diventata un modo di guardare due persone, un modo  che per molto tempo aveva guardato soltanto una parte di quello che c’era. Non perché l’amore non fosse reale. In questa storia l’amore era reale. Era reale quello di Adriano per Claudia, il ritorno del 1985.

Joan, lui, 60 anni insieme, era reale, stando a quello che lei stessa ha scritto, quello di Ornella Muti per quell’uomo. L’unica  infedeltà della mia vita non si dice di qualcosa a cui si era indifferenti. Ma la domanda che questa storia lascia aperta non riguarda l’amore, riguarda quello che viene dopo, riguarda chi decide quando un capitolo privato diventa pubblico, chi sceglie i termini del racconto e cosa rimane a chi quel capitolo lo ha vissuto, ma non ha scelto il momento in cui condividerlo.

Adriano Celentano era entrato in un’aula di Milano per difendere la propria versione. Ornella Muti aveva aspettato 43  anni per scrivere la sua. Claudia Mori aveva cantato su un palco di Sanremo la canzone più venduta dell’anno, scritta dal marito che parlava della loro crisi. E l’Italia aveva continuato a ballare senza sapere nulla.

Forse la coppia più bella del mondo era davvero quella, non perché fosse perfetta,  ma perché era rimasta in piedi con il peso di quello che portava, attraverso qualcosa che avrebbe cambiato per sempre molte altre storie. Quella canzone ancora oggi  si sente ogni tanto in radio. Non succederà più. Se queste sono le storie che volete continuare a sentire, quelle che l’Italia conosce soltanto a metà,  iscrivetevi al canale e attivate le notifiche e lasciate un commento.

Pensavate che la storia fosse quella che vi avevano raccontato?

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