Claudia Cardinale nasce a Tunisi il 15 aprile 1938. È un’attrice italiana. I suoi genitori, Francesco Cardinale e Iolanda Greco, nati rispettivamente il 18 novembre 1909 e il 25 giugno 1918 erano nati in Tunisia, figli di famiglie migranti dalla Sicilia da circa tre generazioni. Si erano sposati il 27 aprile 1937 e l’anno successivo dalla loro unione nacque Claudia.
Era la primogenita in famiglia e aveva una sorella di nome Blanche, costumista, e due fratelli di nome Bruno e Adriano. Quest’ultimo lavorerà in seguito come operatore cinematografico. Già da piccola rivelò un carattere tenace, ambizioso e determinato e non incline ai compromessi. Per via della guerra in atto e per i bombardamenti del 1942, la famiglia cardinale si trasferì più volte tra Tunisi e la Gulette, cambiando costantemente domicilio, proprio per rispetto della scelta del padre, quando la cardinale nella maturità si è stabilita in Francia ha preferito
rimanere a sua volta italiana. Le sue lingue native sono l’arabo tunisino, il francese e il siciliano, appreso dai suoi genitori. Fino all’età di 16 anni non parlava bene l’italiano. Cominciò a impararlo meglio quando si avviò la sua carriera di attrice. Era un’adolescente controversa, silenziosa, bizzarra e selvaggia.
Come tutte le ragazze della sua generazione, era affascinata da Brigitte Bardeau. Come le altre attrici della sua stessa generazione, ha incarnato un nuovo modello femminile, una donna emancipata, volitiva e battagliera che vuole essere libera e indipendente. Il suo primo contatto con il mondo del cinema è stata la partecipazione, insieme alle compagne di scuola, a un cortometraggio del controverso regista francese Reneva Uier dal titolo Le Sannodor del 1956.
sul tema dell’indipendenza economica e sociale del paese e presentato poi con successo al Festival di Berlino vincendo il premio dell’Orso d’argento. Fu sufficiente l’unico primo piano di quel film per farla diventare una celebrità locale ed essere richiesta dal regista Jack Bara per girare la pellicola I giorni dell’amore nominata per la Palma d’Oro con protagonista l’attore egiziano Omar Shariff che viene considerata la sua prima vera prova d’attrice una proposta che accettò con riluttanza.
Ma la svolta determinante fu nel 1957, durante la settimana del cinema italiano a Tunis organizzata dall’Unitalia Film, quando vinse in modo del tutto involontario inconsapevole il concorso per la più bella italiana di Tunisia, tenutosi a Gammart, che le valse in premio un viaggio a Venezia durante la mostra del cinema.
Sulido della spiaggia l’affascinante diciottenne non passò inosservata agli occhi dei molti registi e produttori cinematografici presenti. accettò da parte di Salvatore Argento, Lidio Bozzini l’offerta di frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, sua maestra dizione Futina Lattanzi, ma fu un’esperienza breve e insoddisfacente che mise in evidenza una scarsa attitudine al mestiere di attrice acuita dalle difficoltà con la lingua italiana, malgrado una straordinaria fotogenia.

abbandonò gli studi dopo un solo trimestre e decise di ritornare a casa, guadagnandosi il servizio di copertina del settimanale popolare epoca per questa sua scelta inaspettata di rifiutare l’avventura del cinema. Durante la sua lunga carriera, iniziata a metà degli anni 50 e durata più di 60 anni, ha recitato in una vasta gamma di generi cinematografici, dalla commedia all’italiana agli spaghetti western, dalle pellicole drammatiche a quelle storiche sino a quelle di stampo hollywoodiano, lavorando saltuariamente anche nella musica, in teatro e in
televisione. Ha partecipato a più di 150 film, alcuni dei quali considerati delle pietre miliari del cinema d’autore. Il suo primo film italiano è I soliti ignoti 1958 di Mario Monicelli, nel quale interpretava il piccolo ruolo di Carmelina, una ragazza segregata in casa dal fratello, il primo di tanti ruoli di donna siciliana.
Il film ebbe successo e la cardinale diventò immediatamente riconoscibile, addirittura già presentata da alcuni giornali come la fidanzata d’Italia. La grande risonanza ricavata da questa esperienza procurò a Claudia quasi involontariamente dei piccoli lavori in televisione e pubblicità sui giornali. Seguirono altri due film, Tre Straniere a Roma 1958, di Claudio Gora e La Prima Notte 1959 di Alberto Cavalcanti.
Fu poi scritturata per il magistrato 1959 dove si confrontò anche con attori spagnoli come Osè Suarez, il film diretto da Luigi Zampa. Il primo ruolo importante della sua carriera è in un maledetto imbroglio 1959 di Pietro Germi. Grazie alla direzione del burbero e la conico regista attore con il quale nacque un’immediata affinità tra due caratteri simili, la Cardinale cominciò a imparare veramente cosa fosse la recitazione e a sentirsi a proprio agio davanti alla macchina da presa.
Si tratta della sua prima vera prova di attrice per la quale ricevette una lusinghiera recensione da parte di Federico Fellini. una cardinale che io mi ricorderò per un pezzo, quegli occhi che guardano con gli angoli accanto al naso, quei capelli bruni, lunghi e spettinati, quel viso di cerva, di gatta e così passionalmente perduta nella tragedia.
La maternità nascosta le faceva condurre una vita sempre più appartata, impedendole di vivere appieno la parte pubblica. La sua esistenza si riduceva al solo dovere, a un lavoro serrato e ininterrotto con un film dietro l’altro. Sono cinque le pellicole datate 1960 a cui ha partecipato. Il bell’antonio di Mauro Bolognini, la faraonica mega produzione internazionale Napoleone ad Austerlitz di Abel Gance con Vittorio De Sica, audace colpo dei soliti ignoti diretto da Nanni Loi.
Il primo incontro professionale con Luchino Visconti in Rocco e i suoi fratelli e i delfini di Citto Maselli. La successiva tappa professionale è segnata dall’incontro con Mauro Bolognini. È l’inizio di un fortunato rapporto professionale e privato che dette vita a cinque film, fra i quali alcuni tra i preferiti come Senilità, Libera, Amore mio e soprattutto La Viaccia.
Durante le riprese del Bel Antonio, la star della dolce vita Marcello Mastroianni si innamorò di lei che pur attratta dal suo fascino gentile lo respinse perché non lo prese sul serio, considerandolo uno di quegli attori che non possono fare a meno di innamorarsi delle loro compagne di lavoro. Ma Stroianni, anche a distanza di molti anni, le rinfaccerà di non aver creduto all’autenticità dei suoi sentimenti.
Il successivo lavoro con Bolognini, La Viaccia, le fece incontrare Jean-Pul Belmondau, con il quale girò poi l’avventuroso Cartouche 1962 di Philippe de Broca, il film che la rese popolare in Francia e durante il quale ebbe una piccola storia d’amore con Belmondau. Un vero e proprio film della vita è la ragazza con la valigia di Valerio Zurlini che mise in scena involontariamente la parte più dolorosa della sua vita reale, il figlio nascosto, e le permise un’identificazione totale con il personaggio della ragazza madre Aida, tanto che dopo il film le servirono un
paio di mesi per liberarsi dal coinvolgimento. il rapporto professionale con il produttore Cristaldi che progressivamente divenne anche personale, ma la Cardinale era consapevole che questo legame non avrebbe avuto prospettive di ufficializzazione perché era sempre stata in una posizione subordinata rispetto al produttore, consapevole di rappresentare lo stereotipo dell’avventura del produttore con l’attrice.
Conducevano vite separate, tranne che durante brevi viaggi, e lei non lo chiamò mai Franco, ma solo Cristaldi. Infine, la crescente insofferenza di lei portò alla rottura. Il 1963 rappresentò un anno cruciale per la carriera della cardinale. Ebbe l’irripetibile occasione di lavorare contemporaneamente con due dei maggiori maestri del cinema italiano in film simbolo della loro carriera.
Partecipò al gattopardo di Luchino Visconti e a 8 e mezzo di Federico Fellini. Entrambi i film parteciparono con successo al festival di Can. Il gattopardo conquistò trionfalmente la palma d’Oro, mentre 8 e mezo F. เฮ
Princip.
เ He. Ciao. La sua prima vera interpretazione con la propria voce nel film La ragazza di Bube e di Luigi Comencini, che seguì saggiamente l’esempio di Fellini, le valse il primo importante riconoscimento al suo lavoro di attrice, il nastro d’argento per la migliore attrice.
Anche quello con Comencini è un incontro importante. Luigi Comencini è un altro di quelli che mi ha capita subito, senza parole. Ci siamo parlati poco anche mentre giravamo insieme. A me non servono le parole del regista, mi serve sentirmi capita, amata da lui e lui mi ha sempre amata e capita. Sempre nel 1963 partecipò al suo primo film americano, seppur girato in Italia la Pantera rosa di Blake Edwards, che ottenne un incredibile successo al botteghino, nel quale recitò accanto ad attori affermati come Peter Sellers,
Cappuccine, Robert Wagner e David Nven. dall’eccezionale humor che coniò per lei il complimento. La più bella invenzione italiana dopo gli spaghetti. Negli anni 60 era all’apice della carriera e della fama internazionale, una delle attrici internazionali più richieste in assoluto.
Tra i colleghi di lavoro più assidui figurava Thomas Millian, con il quale lavorò in numerosi film, instaurando un piacevole rapporto di amicizia e di complicità. Per 3 anni lavorò negli Stati Uniti vivendoci 6 mesi l’anno. Il circo e la sua grande avventura 1964 di Henry Tavai le permise di lavorare con due star assolute John Wayne e Rita Eworth.
Lavorò per la prima volta con Ugo Tognazzi nel film di Antonio Pietrangeli, Il magnifico cornuto, 1964, nel quale appare al culmine della propria sensualitào inglese del 6. Al dubbio il vero geloso preferisce la certezza. Anonimo francese dell’800. Con le corna non si scherza. Anonimo italiano del nostro tempo. Lavorò poi con Rock Adson in l’affare Blindfold 1965 di Philip Dunne e con Anthony Queen né onore né gloria 1966 di Mark Robson.
Proprio il primo, di cui non ignora le segrete preferenze sessuali, è il miglior compagno del suo periodo hollywoodiano. Si dimostra molto protettivo, comprendendo il suo disagio di europea in un mondo diverso. Frequentò anche Alfred Ichcock, Marilyn Monro, Barbara Stasand, Elliot Gd, Natalie Wood, Charton Aston, Richard Barton e Litz Taylor.
Con Obey Beatles diventò amica di Steve McQueen, ma continuò a sentirsi estranea quel mondo. Nel frattempo, in Italia, tornò a lavorare con Visconti in vaghe stelle dell’Orsa. 1965 vincitore di un riparatorio Leone d’Oro alla mostra del cinema di Venezia. Nel 1966 si cimentò con il genere western in i professionisti di Richard Brooks, considerato il suo miglior film americano, nel quale ritrovò con piacere Bartlancaster, con il quale ha condiviso l’indimenticabile esperienza del film di Visconti di 3 anni prima.
è stata protagonista assoluta della commedia d’ambientazione brasiliana Una rosa per tutti, 1966 di Franco Rossi ove recitò accanto a Nino Manfredi. Lei e Antonella Lualdi furono le uniche due donne a presentarsi ad un’audienza papale indossando minigonne fatto avvenne il 6 maggio 1967 alla presenza di Papa Paolo VI.
L’episodio fece molto scalpore, tanto da finire sui giornali di cronaca dell’epoca. All’inizio del 1967 la raggiunse negli Stati Uniti Franco Cristaldi, che aveva organizzato a sua insaputa il loro matrimonio celebrato ad Atlanta, ma mai ufficializzato in Italia. Nel 1968 gira il giorno della civetta di Damiano Damiani, per il quale vinse il David di Donatello come miglior attrice protagonista e soprattutto del capolavoro del western all’italiana c’era una volta il West di Sergio Leone.
L’esperienza con Leone fu particolarmente positiva sia sul piano umano che professionale. Ho voluto un gran bene a Sergio. Il nostro era un legame di grande affetto. Seguirono altre pellicole di rilievo. Certo, certissimo, anzi probabile. 1969 di Marcello Fondato in coppia con Catherine Spack e nel film storico a sfondo risorgimentale nell’anno del signore 1969 di Luigi Magni, protagonista insieme a Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno, Alberto Sordi e Ugo Tognazzi.
Mentre a ricoprire i ruoli simbolo di Leonida Montanari e Angelo Targhini erano gli attori francesi Robert Hosssein e Renault Verley. Il film fu un grandissimo successo di pubblico e di critica, risultando campione di incassi durante quella stagione. Il decennio si chiuse con la produzione italossovietica La Tenda Rossa, 1969 di Michel Kalatozov in cui recitò accanto a Sean Connery.
Di lui ha detto in seguito, posso solo dire stupendo, negli anni 70 da menzionare una delle commedie all’italiana più rappresentative. Bello, onesto, emigrato Australia, sposerebbe con Paesana Libata 1971, di Luigi Zampa, in cui recitava con Alberto Sordi, da cui in seguito sarà diretta nel film Il Comune senso del pudore 1976.
Anche l’udienza 1972 di Marco Ferreri è una bella avventura grazie allo spirito del regista. Anche nei momenti drammatici del lavoro lui ti fa sempre ricordare che in fondo è solo un film. In Venezuela recitò insieme a Stanley Baker in fuori il malloppo, con la regia di Jan Herman. In Francia un incontro duello con il sex planetario bandiera francese Brigitte Bardaux, il western al femminile Le Pistolere 1971 di Christian Jack, successo popolare dato dalle straordinarie presenze delle protagonist. Sempre in Francia è la
protagonista femminile del clan dei marsigliesi, 1972, il terzo con Gian Paul Belmondau, scritto e diretto da Osè Giovanni, tratto da un romanzo dello stesso regista. Nel 1973 tornò a lavorare per un’ultima volta con due dei suoi storici registri, Mauro Bolognini in libera, Amore mio, che però venne distribuito due anni più tardi per problemi di censura, e Luchino Visconti in gruppo di famiglia in un interno con Bartlancaster, Elmut Berger e Silvana Mangano.
Nel 1974 viene ingaggiata per ricoprire la parte della protagonista femminile nel film I Guappi, dove lavorò per la prima volta con il regista emergente Pasquale Squitieri, suo coetaneo, protagonista di qui in avanti della sua vita professionale e privata. La Cardinale rimase anche fortemente attratta da quell’ombroso regista napoletano, la follia e gli eccessi di cui sentiva un bisogno crescente.
Dopo anni di una vita tutta regolata, tutta programmata. Tutta razionale e razionalizzata. Pasquale era l’opposto ed è stato l’opposto a sedurmi. La loro relazione iniziò nel 1973, ma solo due anni dopo la ufficializzarono, pur senza sposarsi. Due commedie accanto all’altra principale attrice italiana della sua generazione, Monica Vitti, a mezzanotte va la ronda del Piacere 1975 di Marcello Fondato e qui comincia l’avventura 1975 di Carlo di Palma.
segnano la fine del lungo rapporto professionale di Cardinale con la casa di produzione Vides. Con Pasquale ho recuperato una parte della mia vita che non ho vissuto e cioè tutta la mia adolescenza, la mia spensieratezza, tutto quello che mi è stato impedito o mi sono impedita di vivere. Dopo 17 anni di lavoro ininterrotto con almeno tre-4attro film all’anno, l’attrice rimane ferma per quasi due anni prima che Franco Zeffirelli la chiami per il ruolo dell’adultera nel suo sceneggiato televisivo Gesù di Nazaret.
enorme successo mondiale. Le sembra di uscire da una lunga convalescenza e il fatto che le riprese si svolgano a Monastir in Tunisia non fa che accentuare la sensazione di un nuovo inizio. Negli anni seguenti lavora ripetutamente con Squitieri che l’affianca a Giuliano Gemma in il prefetto di Ferro 1977 e Corleone 1978.
ancora una volta da dimostrazione delle sue capacità recitative in un ruolo drammatico di forte intensità nel filmarma 1978 con Stefano Sattaflores. La struggente storia di una donna logorata dal dolore di un uomo estremamente violento, da una figlia ribelle e dai difficili rapporti familiari che si susseguono nella vicenda.
A 40 anni può permettersi una seconda maternità desiderata, per quanto tardiva, vissuta però con grande serenità, come un riscatto della prima. Ma per tutta la durata della gravidanza è perseguitata dai fotografi, una situazione che culmina nel famigerato episodio in cui Squittieri minaccia con la pistola i fotografi che assediano la loro villa fuori Roma.
Secondo la Cardinale, un equivoco generato da un periodo di tensione generale. Viene diretta dal regista greco George Picosmatos nell’avventura bellica Amici e nemici 1979, girato interamente sull’isola di Rodi e ambientato durante la seconda guerra mondiale con un cast d’eccellenza. Roger Moore, Telly Savalas, Richard Round 3, Stefanie Powers e ancora una volta David Neven che segnerà inoltre il termine degli anni 70.
Gli anni 80 si aprono per Cardinale con due film importanti: La pelle 1981 di Liliana Cavani che le vale un secondo nastro d’argento e Fitz Carraldo 1982 di Wernerzog, un’autentica avventura in Amazzonia. L’interpretazione del controverso personaggio storico di Claretta Petacci in Claretta 1984, diretta per l’ennesima volta da Squitieri, le fa ottenere il premio Pasinetti alla mostra del cinema di Venezia e il suo terzo nastro d’argento.
Durante tutto il periodo degli anni 80 e 90 continuerà a girare film di circuito come ad esempio La donna delle meraviglie di Alberto Bevilacqua, L’estate prossima di Nadine Trintignant e un uomo innamorato di Dian Curis. Quest’ultimo presentato in concorso al 40º Festival di Can. Dopo la vita nomade da attrice internazionale con base a Roma, nel 1989 si trasferisce stabilmente a Parigi che lascerà nel 2021 per trasferirsi nella campagna francese.
Atto di dolore è probabilmente l’opera meglio riuscita durante gli anni 90 per la carriera dell’attrice, ancora una volta con l’indispensabile risorsa di squitieri. seguono due film particolarmente rilevanti, Myrig e quella strada chiamata Paradiso, diretti da En River Nail. Entrambi narrano le vicende di una famiglia di origine armena che si rifugia in Francia.
Nel 1998 e nel 1999 collabora ancora con Squidieri, interpretando Costanza d’Aragona in stupormundi e donna assunta e li chiamarono briganti. Ispirato alle imprese del brigante Carmine Crocco. seguono nel 2002-2003 Come Tu mi vuoi di Luigi Pirandello, messo in scena da Squittieri, rappresentato in una tourée teatrale in Italia nel 2005 duo Sode giaunesse di Tennessee Williams, messo in scena da Filippa Adrienne e nel 2006-2007 lo zoo di vetro sempre di Williams, diretto da Andrea Liberovici diretta dal regista esordiente Antonio
Pisu nel sarcastico Nobili bugie, commedia tragicomica che racconta la storia di una famiglia di nobili ormai decaduti. Dopo la scomparsa di Pasquale Squitieri avvenuta nel 2017, torna con successo a teatro portando in scena la strana coppia rappresentata nei maggiori teatri italiani con la regia di Antonio Mastellone.
La vita privata della cardinale che appena ventenne dà alla luce il suo primo figlio di nome Patrick che nasce a Londra il 19 ottobre 1958, il quale ha lavorato come designer di gioielli per oltre 15 anni a New York. Patrick nasce da uno stupro compiuto da un uomo che l’aveva rapita forzandola a salire sulla sua auto.
Fu cresciuto con la famiglia che si trasferì definitivamente a Roma quando la cardinale iniziò la sua carriera d’attrice. Il padre naturale del bambino le avrebbe inviato molte lettere tutte stracciate da Cristaldia su insaputa e avrebbe voluto anni dopo riconoscerlo, ma Patrick rifiutò. è stata sposata con il produttore cinematografico italiano Franco Cristaldi dal 28 dicembre 1966 con una cerimonia da lui stesso organizzata ad Atlanta negli Stati Uniti.
Ma la loro convivenza era iniziata molti anni prima, sebbene tenuta segreta a causa delle leggi italiane che non permettevano il divorzio. Dal momento che Cristaldi era precedentemente sposato. I due si lasciarono definitivamente nel 1975. Nel 1974, durante le riprese di un film, incontra il regista napoletano Pasquale Squitieri, noto per i suoi film di critica sociale, con cui successivamente ha iniziato un lungo sodalizio artistico.
Ha vissuto con lui dal 1975 al 1999. Sua figlia Claudia è nata da questo legame. Nel 1979 diventa nonna per la prima volta di Lucilla, figlia di Patrick, e diventa nonna una seconda volta nel 2013 di Milo, figlio di Claudia. Allora, di qua. Claudia Cardinale risiede stabilmente in Francia. Negli anni 60 ebbe per sua stessa ammissione un breve flirt con Marlon Brando.
Parla affluentemente cinque lingue: italiano, francese, inglese, spagnolo e arabo tunisino. Io non mi sono mai considerata un’attrice, sono solo una donna con una certa sensibilità. È con quella che ho sempre lavorato. Mi sono accostata ai personaggi con grande umiltà, cercando di viverli dal dientro, usando me stessa e senza far ricorso a nessun tipo di tecnica. Claudia Cardinale.